Tra i diversi strumenti esistenti ed utilizzati per tramandare e non dimenticare la Memoria e la storia di quella epoca, l’Ideatore nel suo progetto, pensò anche di realizzare una rievocazione storica grazie ad una Unità Storico rievocativa appositamente unito di persone che ne volessero far parte negli intenti, e che permettesse di far rivivere fatti e momenti della vita vissuta allora da tutti, facendone risaltare altresì i veri valori che li animarono, riconducibili ad una unità, fierezza, resistenza, fratellanza e solidarietà che consolidarono con il trascorrere del tempo in trincea e durante gli assalti.
All’inizio non poté immaginare lontanamente quante sarebbero state le difficoltà che avrebbe dovuto superare, perchè spinto e animato esclusivamente dalla volontà di perseguire i fini ed obbiettivi che egli voleva raggiungere. Nella realtà poi si accorse che ricostruire fedelmente un momento di storia ritornando indietro nel tempo di parecchi decenni, effettivamente risultò essere più complesso di quanto potesse all’inizio sembrare. Ma si fece carico di tutto ugualmente pur di dare un seguito concreto a quella responsabilità lasciata a tutti noi in eredità dai Reduci quando scrissero sulla colonna mozza dell’Ortigara quelle parole:
Per non dimenticare.
Chi sarà presente alla rievocazione o alle diverse manifestazioni fissate potrà, soffermandosi per un attimo, rendersi conto e comprendere quanto effettivamente sia stato difficile e complesso riuscire a realizzarle. Il reperire per entrambi gli schieramenti le divise, l’equipaggiamento, le persone, addestrarle, creare e preparare gli scenari, approfondire e studiare i diversi momenti da riproporre e trasmettere, il luogo, l’organizzazione, ecc. Un notevole impiego finanziario, di forze, uomini, mezzi, strutture, collaborazioni, rese indispensabili per ripercorrere un momento vissuto che si voleva e si vuole ricordare e tramandare.
La rievocazione storica si prefigge quindi quale intento quello di riproporre, nei luoghi dove effettivamente si combatté, due momenti:
Uno prettamente didattico che avverrà camminando lungo le trincee, le casematte, nei luoghi che verranno adibiti ad ospedale da campo, lungo gli accampamenti, i ricoveri, i presìdi, il comando, sulle postazioni dove saranno presenti appostati i diversi figuranti ai quali sarà possibile porre domande visionando il loro equipaggiamento dell’epoca, e molto altro ancora;
uno successivo di movimento dove verranno riproposte scene ed avvenimenti realmente accaduti nell’epoca e raccontati nella ampia letteratura esistente, scritta e riportata da chi li visse direttamente in prima linea.
Un ritornare indietro negli anni immergendosi nella storia, che certamente stimolerà l’attenzione e l’interesse, non solo dei bambini, ma anche delle attuali generazioni di giovani e meno, raggiungendo così lo scopo che l’Ideatore si era fin dall’inizio prefissato. Tramandare e parlarne: per non dimenticarli mai.
L’Ideatore per un suo passato, e per il forte personale spirito ed orgoglio Alpino, dopo vari approfondimenti storici ha scelto, senza voler per questo nulla togliere agli altri battaglioni che parteciparono al conflitto, (tutti degni dello stesso onore e gloria), quello del 6° Reggimento Alpini, Battaglione Sette Comuni nella 145° Compagnia che combatté duramente sull’Ortigara, e che prese il nome proprio da quella terra che difese strenuamente con grandi sacrifici e costo di vite umane.
Si è riproposto comunque successivamente, di adoperarsi per riuscire ad aggregare anche altri gloriosi battaglioni, compagnie e corpi allora presenti, confidando anche nell’aiuto delle diverse Associazioni d’Arma, ovvero della Fanteria, dei Bersaglieri, Artiglieri ecc. e di altre diverse Associazioni, Enti o Comuni che avessero voluto ricordare, facendo rivivere i loro antenati e Residenti. La rievocazione storica è un momento importante e particolare che ruota all’interno di altri, sempre volti ad approfondire la storia e gli eventi che vennero vissuti allora.
Strumentalizzazioni o dimostrazioni non consone ai fini puri perseguiti, non potranno che essere considerati come evidenti affronti rivolti a tutti i Caduti, oltre che ad un palese aperto disconoscimento della nostra storia, delle nostre radici ed identità, della nostra Patria, che sono valori inestimabili che ognuno di noi dovrebbe, fiero ed orgoglioso, custodire gelosamente quale Patrimonio che ci appartiene.
Il Socio Fondatore ed Ideatore del progetto, Valerio Burattin, per questo esprime la sua sincera riconoscenza a tutti coloro che avranno con lui condiviso e reso possibile il realizzarsi del proprio progetto perseguendone i fini.
A partire dagli spettatori o partecipanti diretti, che con la loro presenza avranno saputo cogliere gli intenti in modo da poter trasmettere ad altri quali testimoni queste giornate e la rievocazione storica. Ringraziamenti diretti indirizzati a tutti gli Alpini, al Presidente Nazionale dell’Ana, ai diversi Consiglieri e Segretari, alle diverse Sezioni Ana e loro Presidenti e Capogruppi, al Centro Culturale Ana, all’Esercito, alle Comunità Montane, Alla Croce Nera Austriaca, alle Regioni, ai diversi Comuni, Province partecipanti nelle diverse forme, alle diverse Cariche di rappresentanza dei diversi Stati ed Enti che saranno presenti, agli Sponsor, alle Scuole e Presidi, ai Professori, agli Studenti che con la loro presenza dimostreranno di aver compreso, a tutti i Soci dell’Associazione, ai diversi mass media quali radio, televisioni, quotidiani ed altri che avranno dato risalto all’evento contribuendo a trasmettere e tramandare così la Memoria e la storia, a tutti coloro che chiederanno la presenza dell’Associazione avendone capito i fini dimostrando di condividerli. Alle diverse Associazioni coinvolte, per prime quelle di Fanteria, Bersaglieri, Artiglieri, delle diverse Brigate, dei Reduci e dispersi, e altre qui non indicate per motivi di spazio, oltre a tutti coloro che si saranno prestati per permettere la realizzazione di tutto questo.
Perché solo grazie all’impegno di ognuno sarà possibile trasmettere alle presenti e future generazioni, la Memoria e i valori di coloro che costruirono con il proprio sacrifico e la propria vita il nostro presente. Sacrifici che in questo modo non saranno dimenticati e dispersi rendendoli quindi vani. Chiunque si sarà adoperato o sarà stato sempre presente quale spettatore dell’evento parlandone o partecipandovi, avrà nel farlo di fatto onorato l’esortazione riportata ed incisa nella colonna mozza dell’Ortigara potendo con orgoglio così affermare:
Io non vi ho dimenticati.
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