Asiago
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Sono attesi 4000 spettatori sul Monte Zovetto di Cesuna (frazione del Comune di Roana), sull'Altopiano di Asiago, per la Rievocazione storica della Grande Guerra, nel 90° della Battaglia del Solstizio, organizzata dalla Comunità Montana "Spettabile Reggenza dei 7 Comuni" e dall'Associazione "Per non dimenticare" di Padova in programma domani (inizio alle 14).
Un'iniziativa ideata e realizzata per fare memoria, educare e trasmettere il valore del sacrificio dei caduti su tutti i fronti nel primo conflitto mondiale, perché immani e simili tragedie non abbiano a ripetersi mai più.
Un evento che si svolge sui luoghi, teatro di aspri combattimenti nella Grande Guerra, tanto cari a Mario Rigoni Stern e che a pochi giorni dalla scomparsa dello scrittore acquista dunque ancora più significato e valore evocativo e commemorativo.
Il 1918 è quello che Rigoni Stern, nel titolo del suo libro dedicato alle vicende di una famiglia asiaghese alla fine delle ostilità, dallo sfollamento al ritorno a casa, chiama "L'anno della vittoria".
Negli ultimi mesi tra la fine del 1917 e il giugno del 1918 sul fronte dell'Altopiano si combatterono ancora cruente battaglie. Siamo dopo i fatti dell'Ortigara (ricordati l'anno scorso con la rievocazione dell'Operazione K tenutasi sul Monte Zebio di Asiago) in cui persero la vita 20 mila soldati italiani e dopo la disfatta di Caporetto. Dopo un estate di relativa calma, gli eventi precipitarono nei mesi autunnali in seguito allo sfondamento austrotedesco di Caporetto. Il 10 novembre anche sull'Altopiano le truppe imperiali iniziarono una sequela di attacchi che costrinse i reparti italiani a ripiegare su una nuova linea che correva lungo le alture a sud di Asiago collegandosi, ad est, al massiccio delle Melette.
Su quei monti, divenuti allora tristemente famosi (Monte Fior, Castelgomberto, Spil e Miela), si combattè furiosamente per due settimane fino al 4 di dicembre quando una decisa penetrazione di assaltatori austriaci all'interno delle linee italiane costrinse i difensori a ritirarsi a sud della Val Frenzela, sui monti Valbella, Col del Rosso e Col Ecchele.
L'ennesimo assalto austriaco portato all'antivigilia di Natale contro le nuove posizioni provocò una ulteriore ripiegamento del fronte italiana ma alla fine di gennaio, con un brillante contrattacco, gli italiani riuscirono a riconquistare definitivamente la linea dei "Tre monti".
Nel giugno 1918 l'Austria-Ungheria decise di tentare un ultimo grande assalto. E' quella che viene chiamata la battaglia del Solstizio, con l'attacco sferrato il 15 giugno. Il fronte dell'Altopiano resistette all'urto registrando solamente una piccola inflessione nella zona di Cesuna, difesa dal Corpo di spedizione britannico, e la perdita momentanea dei "Tre monti". Il 30 giugno gli italiani contrattaccarono rioccupando definitivamente Col del Rosso, Valbella e Col d'Ecchele e catturando quasi 2000 prigionieri austriaci.
La guerra era ormai giunta alla fine e dopo un'estate di scaramucce, l'autunno portò l'agognato epilogo. Lo sfondamento sul Piave costrinse gli austriaci alla ritirata e il 4 novembre 1918 con la firma dell'armistizio a villa Giusti, presso Padova, cessava definitivamente il frastuono delle armi. Sullo Zovetto, ai piedi del quale si trova la zona sacra del Fante col cimitero delle colonne mozze, scelto per questo evento perché facilmente raggiungibile dal pubblico, domani torneranno dunque i soldati. Saranno quelli della 145° compagnia del Battaglione 7 Comuni, 6° Reggimento Alpini, ricostruita fedelmente, dalle uniformi agli equipaggiamenti, dagli strumenti all'oggettistica, grazie all'impegno dell'associazione "Per non dimenticare", ma ci sarà anche la partecipazione del gruppo A.U. Kameraden 14-18 viribus unitis, del gruppo A.U. Gsr 2 e delle Sentinelle del Lagazuoi per un totale di 80 rievocatori. A partire dalle 14, si inscenerà la battaglia. Le azioni compiute rispecchieranno la realtà dell'epoca fondandosi prevalentemente sull'improvvisazione e daranno vita a reazioni e contro reazioni degli opposti schieramenti sulla base delle decisioni prese al momento dai rispettivi comandi. Il tutto avverrà senza scene cruente, nel pieno rispetto della memoria individuale e collettiva dei Caduti e dei protagonisti degli eventi bellici rievocati.Gli spettatori potranno salire allo Zovetto fin dal mattino. Dalle 9.30 in poi, i soldati insceneranno, a scopo prettamente didattico, una dimostrazione della vita in trincea e saranno a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda sul come vivevano i militari costretti a passare mesi e mesi sui monti e al fronte.
Stefania Longhini |