FORTE BELVEDERE
La Storia
Forte Austro Ungarico perfettamente conservato grazie alla Fondazione che lo custodisce e all'attenzione riposta dalle Amministrazioni che hanno compreso l'importanza storica ricoperta dallo stesso. Uno tra i pochi così ben preservato a distanza di decenni, venne costruito tra il 1909 e il 1912. Erano questi gli anni dove l'Impero decise di costruire tutta le serie di fortificazioni lungo il confine meridionale, certi che l'Italia prima o poi sarebbe entrata in guerra. Il suo compito principale era quello di sorvegliare la Val d'Astico quale passaggio importante verso Trento. Situato in un contrafforte roccioso nell'Altopiano di Folgaria, si trovava giusto a metà della linea difensiva con Forte Spitz Vezzena, Verle, Campo Luserna ad est, e Cherle, Sommo Alto e Dosso delle Somme ad ovest. La certezza delle sue grandi capacità difensive fece si che le truppe affermassero: per Trento basto io. Per la sua costruzione accanto alla tradizionale dura pietra vennero utilizzate tonnellate di di cemento armato, putrelle e acciaio. Tutte le fortezze si assomigliano per come progettate, organizzate e disposte tra loro. Differenze si possono scoprire per effetto della loro dislocazione e quindi secondo quanto queste fossero o meno protette dal tiro delle artiglierie italiane che dai forti di Campomolon e Verena agli inizi di giugno del 1915 li bersagliarono, in particolar modo quello del Cherle e Dosso Sommo Alto.
La fortezza era costituita:
- una casamatta principale (A) su tre piani che ospitava le camerate e servizi necessari per gli oltre 220 soldati componenti della guarnigione;
- tre fortini avanzati (L - D - B) muniti di mitragliatrici protette da scudi blindati;
- una batteria composta da tre obici (H) protetti da cupole girevoli.
L'intera costruzione si sviluppa per oltre 200 metri in lunghezza e 100 di larghezza.
Scende in profondità nella roccia scavata. Numerosi i posti di sbarramento previsti nel caso fosse stato attaccato, che di fatto lo rendevano inespugnabile per come progettato. Tutte le sue postazioni sono collegate tra loro attraverso gallerie scavate nella viva roccia. Un opera di alta ingegneria militare, ben progettata organizzata e curata. L'illustrazione fotografica guidata qui sotto non fornisce giustizia alcuna rispetto all'effettiva visita a questo ed altri forti. L'emozione nell'entrarvi è certamente ben maggiore rispetto a quanto qui si possa vedere e provare (se pur può rendere l'idea). L'intenzione quindi qui è stata solo quella di far conoscere l'esistenza di queste opere magnifiche che testimoniano ancor oggi con la loro presenza i tragici eventi vissuti nell'epoca. I luoghi sono meravigliosi e quindi alla visita del forte è possibile legare una bella giornata in montagna in compagnia tra paesaggi stupendi e mille possibilità offerte. Si consiglia accanto alla visita del forte anche quella del vicino Cimitero di Slaghenaufi presente sempre a Lavarone frazione Bertoldi, facilmente raggiungibile dove tutto è stato lasciato come era allora (chiesetta restaurata) e dove accanto ai numerosi Caduti Austro Ungarici sono sepolti anche quei nove Caduti per effetto dello scoppio di un proiettile italiano nel Forte stesso a maggio 1915. Nel suo interno sarà possibile trovare anche un sottotenente italiano sepolto allora.
Come arrivarci
Uscita autostradale a Piovene Rocchette. All'uscita poco dopo svoltare a sx per Trento. Seguire indicazioni Tonezza Trento. Ad un certo punto la direttiva da seguire sarà quella della Val d'Astico e non più Tonezza che si lascerà sulla sx. In questo caso si dovranno seguire le indicazioni per Trento Lavarone Folgaria. Arrivati a Lavarone si giri per Gionghi Cappella. Appena svoltati a sx si potrà notare la deviazione per Bertoldi che si potrà fare a ritroso per la visita al Cimitero di Slaghenaufi (consigliato). Arrivati a Cappella si continuerà ad andare avanti uscendo di poco la frazione. Sulla sx una salita. Si parcheggia. A 10 minuti di passeggiata senza alcuna difficoltà il forte.
Uscita a Rovereto. All'uscita di Rovereto, seguire le indicazioni per Folgaria. Quindi, arrivati a Folgaria superare il passo Sommo e dirigersi verso Lavarone. In prossimità del centro poco dopo (a destra in basso si potrà notare il laghetto) si troverà la deviazione a sx per Gionghi Cappella. Appena svoltati a sx si potrà notare la deviazione per Bertoldi che si potrà fare a ritroso per la visita al Cimitero di Slaghenaufi (consigliato). Arrivati a Cappella si continuerà ad andare avanti uscendo di poco la frazione. Sulla sx una salita. Si parcheggia. A 10 minuti di passeggiata senza alcuna difficoltà il forte.
Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 17:00. Per visitarlo con calma e attenzione sono necessari almeno 1, 30/2 ore. E' perfettamente illuminato. Per effetto della conversione termica è mite in inverno e freddo in estate.
Vediamo ora assieme alcuni pochi punti rispetto ai tanti che ci sono da vedere ancora...








Casematte del piano terra



La camera funeraria del Forte

Le bare originali



Il deposito dei carburanti necessari per far funzionare i generatori elettrici


L'alloggiamento del ventilatore necessario a rinfrescare la stanza e i generatori quando in funzione nei locali accumulatori e generatori

Il basamento del gruppo elettrogeno che forniva energia a tutto il forte










L'alloggiamento della pompa che dava pressione all'acqua perchè raggiungesse tutte le parti del forte. Si notino i fori dei tubi e raccordi


Alle postazioni dei cannoni
























in ogni camerata o postazione era sempre presente una stufa a legna






Camerata truppa

Rarissima ed eccezionale vasca da bagno ufficiali dell'epoca
La parte colpita dal pezzo italiano che causò 9 Caduti e 18 feriti





Eccezionale lettino medico del 900 utilizzato nella Grande Guerra per medicare e operare
Vari pezzi utilizzati





Per perdere il tempo in trincea

La micidiale schwarzlose austriaca

Una trappola per stritolare le gambe. Chi vi entrava le avrebbe perdute per sempre
Alcuni reperti
All'ingresso del Forte si trova la stele scritta allora con tutti i nomi dei soldati presenti
Se vuoi visitare il forte Cherle
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