
Tutto partì alcuni decenni fa,
quando il Socio Fondatore Ideatore, Dott. Burattin Valerio, grazie a suo Padre Luigi e ad un residente
dell’Altopiano di Asiago, iniziò ad avvicinarsi,appassionandosi, alle vicende e alla storia della Grande
Guerra. Con il trascorrere degli anni ebbe modo di notare
come la Memoria di quei tempi e di chi costruì con
grandi sacrifici e con la propria vita il nostro presente, lentamente, ma inesorabilmente, iniziava a perdersi tra le diverse generazioni che
crescevano sempre più lontane da quegli anni. Anche la natura
purtroppo agiva nel territorio facendo scomparire le testimonianze che ancora erano presenti di quella immane tragedia. Suo Nonno, e Parenti suoi diretti, di cui và fiero e ne è orgoglioso (questi ultimi Caduti e sepolti in Padova all'interno della Chiesa della Pace e a Re di Puglia) parteciparono e caddero in prima linea nella Grande Guerra.
I libri di storia venivano studiati
velocemente a scuola da giovani sempre più interessati
all’evoluzione della tecnologia e del mondo di oggi, rispetto ad un dovuto riconoscimento del proprio passato. In questo procedevano,
sostituendo i veri valori di quei tempi, con altri ben diversi dei giorni nostri. Da qui all’Ideatore nacque lo spunto per studiare un progetto, a cui sarebbe seguita la
costituzione di una Associazione culturale e storica che lo potesse
realizzare, per riuscire a riavvicinare i giovani
ai tragici eventi accaduti in quella epoca che coinvolse le diverse Nazioni e direttamente il territorio e le popolazioni civili della Regione Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia
Giulia che si trovavano allora lungo il confine. Cosa che poi avvenne in data 20 ottobre 2006 avanti il notaio Roberto Franco con costituzione redatta formalmente mediante atto pubblico poi regolarmente registrato e depositato, quale garanzia e prova della determinazione e serietà riguardo non solo del percorso intrapreso, ma soprattutto dei fini prefissati che si volevano e si vogliono perseguire .
Pur
mantenendo sempre vivo l’atteggiamento e lo spirito rivolto esclusivamente a favore della Pace e fratellanza tra i Popoli,
l’Ideatore dopo varie riflessioni, comprese che non sarebbe
stato possibile trasferire tale corrente di pensiero dei
giorni nostri al passato, in quanto, per mantenere fede ai giusti ideali, alla fine inevitabilmente lo si sarebbe dovuto cancellare, eliminandolo per le diverse guerre combattute,
disconoscendolo così in una maniera veramente aberrante e scorretta.
La conclusione quindi fu quella invece
che è proprio da una comprensione del passato che è possibile oggi creare un futuro migliore,
evitando il ripetersi di quegli eventi che ora sono, a
distanza di decenni, da tutti conosciuti. Se tale “eliminazione” fosse avvenuta allora,
oggi noi non avremmo avuto le minime basi di conoscenza degli avvenimenti per come accaddero, trovandoci nell’impossibilità di poter riflettere perché privati della verità di come si succedettero i diversi avvenimenti.
Da qui
l’obbligo per ognuno di riconoscere sempre la nostra storia e il nostro passato che sono
inestimabili patrimoni che appartengono a noi tutti e a chiunque abbia
a cuore la Memoria e le radici di un popolo e della propria Patria. Questi riconoscimenti torneranno
altresì utili al fine di evitare che degli avvenimenti così tragici mai più abbiano a ripetersi
in un futuro. Nel togliere queste testimonianze alle attuali e future
generazioni, non solo si sarebbero resi vani quei sacrifici, sradicando
la nostra cultura, le nostre radici e valori di Patria, ma si sarebbe impedito di fornire loro degli evidenti esempi dell’inutilità dell’utilizzo di una qualsiasi forma di violenza. L’Ideatore quindi ha definito giusto e corretto riconoscere sempre le nostre
identità storiche e culturali, anche per onorare e
salvaguardare la Memoria di quanti scrissero il nostro
passato sacrificandosi, costruendo quello che oggi è il nostro
presente.
Da questo suo pensiero egli proseguì nei suoi
intenti e pensò quindi di utilizzare
diversi strumenti possibili ed esistenti, tra cui quello di creare un Gruppo affiatato e motivato per realizzare una rievocazione storica da compiersi nei diversi siti ove i nostri nonni,
loro bisnonni, trisnonni e antenati, effettivamente combatterono. Tale
suo progetto subito condivise, facendole proprie, le parole
incise e riportate dai Reduci della Grande Guerra nel 1920 nella colonna mozza dell’Ortigara, che
è simbolo per noi Alpini:
Per non dimenticare.
E a pochi metri a fornire la stessa testimonianza di pari ed alto valore, il Monumento Austriaco, che ricorda anch’esso
i tanti Caduti Austriaci. Una grossa eredità e responsabilità che i nostri Predecessori ci lasciarono. E fu proprio per non dimenticare dando un seguito anche a quelle parole perché non rimanessero vane, che
questo progetto si sviluppò sempre più
negli anni, fino a che il suo Ideatore, una volta conclusa la stesura,
decise di presentarlo al Caffè Pedrocchi di Padova ad aprile 2005, alla presenza di una importante Delegazione
della Croce Nera Austriaca intervenuta. Questo
suscitò un elevato interesse da parte dei presenti. In contemporanea venne interpellata la Comunità
Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni dell’Altopiano
di Asiago. Visti e considerati i fini e scopi prefissati ritenuti
più che mai meritevoli, la stessa vi aderì
con entusiasmo e attenzione, attivandosi
affinché l’evento potesse essere realizzato ogni
anno nell’Altopiano, che tanto sacrificò nella
Grande Guerra perché in prima linea. Così
avvenne tra tutti coloro che tanto prima quanto dopo furono interpellati. Ognuno espresse giudizi positivi, fornendo ampie
disponibilità e interesse per l’Associazione e per la rievocazione, e non solo.
Vero è che la storia della Grande
Guerra fu ampliamente approfondita da testi, video, filmati, ma poco si
parlò della vera vita vissuta in trincea, dove per la prima
volta si andava a costruire l’unità d’Italia. Infatti tutte le Regioni vennero
avvicinate tra loro nel reclutamento per effetto del quale poi avvenne
il dispiegamento delle forze lungo i confini. La tragedia
della guerra, portò tutti ad appartenere ad una unica realtà, dove i diversi dialetti parlati si compresero tra loro
e dove si riscoprì una solidarietà umana che andò oltre l’immaginabile. Si
rinforzò, il valore del reciproco sostegno, aiuto, della Patria ed unità, portando persone che erano
state fino a pochi anni prima estranee tra loro e divise da un
territorio separato in diversi regni, ad agire come fossero
più che fratelli uniti solidalmente dalla sorte. Un ulteriore aspetto questo volutamente e fortemente valorizzato
dall’Associazione. Identico aspetto che valse anche per l’Austria a cui l’Ungheria era con questa impegnata
e ad essa legata, accanto ad altri territori. Così queste
Popolazioni si trovarono amalgamate anch’esse nella sorte del tragico conflitto, unite tutte nelle trincee e nei
diversi assalti. Austriaci a fianco di Ungheresi e di altri popoli
come nel caso dell’Italia.
L’Associazione
quindi e il gruppo che in essa vive animato dallo spirito di voler
ricordare la storia e onorare l’impegno di non volere
dimenticare, opera con il fermo e deciso intento di impedire
che la Memoria vada a disperdersi con il trascorrere degli anni, e per impedire che dimenticando tutti i Combattenti, si vada a
rendere vano il loro sacrificio.
L’Associazione si prefigge altresì di promuovere la fratellanza tra tutti i popoli professando la Pace. I partecipanti alla rievocazione, (Vedette
Alpine che furono soprannominate dagli stessi Austriaci i
“diavoli verdi”), rievocheranno così la
Memoria di tutti i Combattenti, rappresentandoli per entrambi gli schieramenti di allora. Questo sarà possibile non solo grazie ad interventi di altre Associazioni o dalla divisione delle parti tra
gli stessi Associati quando diverrà necessario, ma soprattutto
anche grazie alla partecipazione diretta di Associazioni estere che, quando disponibili, verranno invitate a
rappresentare la parte Austriaca. L’Ideatore, forte e orgoglioso
della sua Penna, ripercorrendo quegli anni e la Memoria dei
nostri antenati e predecessori, ha individuato il Battaglione che si sarebbe andato ad identificare tanto nella rievocazione
quanto nelle diverse rappresentazioni e varie manifestazioni dell’epoca.
Ecco come rinasce quindi nel
6° Reggimento Alpini, il Battaglione dei
Sette Comuni, 145° Compagnia che combatté la Grande
Guerra principalmente sul Monte Ortigara. L’Associazione
sempre si adopererà per proteggere, salvaguardare,
promuovere e sorvegliare quanto più sarà a
tutti noi caro, ovvero la Memoria, la nostra storia e il
territorio dove vi fu chi sacrificò la propria vita per noi.