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Al termine della lettura si consiglia la lettura del testo scritto nella pagina Sostenitori 2006.


 

 

 

PerCHE' ADERIRE: PER non dimenticarli mai... 


 

   

 

 

 

Una giornata da dedicare alla Memoria

di tutti gli Eroici Combattenti deceduti o dispersi

 

 

 

 

Dott. Valerio Burattin

 Ideatore

e Presidente dell’Associazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

              

 

 

 

 Si sta

  Come

   D’autunno

     Sugli   

       Alberi

         Le foglie

 

 

             Giuseppe   

                  Ungheretti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ricordare non significa promuovere l’esaltazione, il risentimento, l'astio o la guerra

 

La memoria è per la Pace non per l 'odio

 

   La memoria è per onorare ed impedire il ripetersi di inutili tragedie

 

       

 

 Rievocare  è farli vivere in eterno

 

  Rievocare  è  tramandare la  storia, i sacrifici, le gesta

 

    Rievocare non è voler esaltare la guerra, ma la Pace

 

       Rievocare è per non dimenticarli uccidendoli una

       seconda volta

 

 

 

Laddove i luoghi rimangono intatti nei secoli, quando l’uomo li abbia così lasciati e la natura non li abbia modificati,

 

 

le memorie scompaiono velocemente per volere di chi se ne  disinteressi e non le promuova adoperandosi attivamente  nascondendosi  dietro le false giustificazioni dei giorni nostri e del nostro vivere quotidiano,

divenendo così complici e artefici della distruzione della storia, dei tanti sacrifici e morti che l’hanno costruita e quindi del nostro passato.

  Valerio Burattin

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Perché ….

 

 

Perché dedicare otto minuti alla lettura di questa pagina.

Perché dedicare venti minuti alla lettura e approfondimento del sito

 

Perché un giorno dedicato alla loro memoria.

Perché una rievocazione storica.  

Perché ognuno di noi dovrebbe sentire nel suo interno nascere il desiderio di voler in qualche modo agire prodigandosi…

 

Perché loro stessi ci scrissero di non dimenticarli e lo chiesero nella piena consapevolezza di andare incontro alla morte. Il timore e la paura che il loro sacrifico fosse vanificato perchè facilmente dimenticato dai posteri e loro famigliari, li spaventava tanto quanto la certezza della loro morte stessa. Cito una lettera a conferma, da tutti conosciuta e che è presente nel museo del Leiten,  trovata dopo cinquant’anni nelle tasche dell’attendente sepolto dato per disperso Caduto  anch’egli. Intrisa dal sangue del suo Tenente ancor oggi visibile, questi lasciò a noi un monito …

   

Tenente Alpino

ADOLFO FERRERO

adolfo

 

Cari genitori,
scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo pervenire. Non ne posso fare a meno. Il pericolo è grave, imminente. Avrei rimorso se non dedicassi a voi questi istanti di libertà, per darvi un ultimo saluto.

Voi sapete che odio la retorica... No, no, non è retorica quella che sto facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di sole; sento le mie ore contate, presagisco una morte gloriosa, ma orrenda.

Fra cinque ore qui sarà un inferno. Fremerà la terra, s’oscurerà il cielo, una densa caligine coprirà ogni cosa e rombi e boati risuoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in questo istante medesimo sento in lontananza. Il cielo si è fatto nuvoloso: piove.

Vorrei dirvi tante cose... tante.... ma Voi ve l’immaginate. Vi amo tutti, tutti.... Darei un tesoro per potervi rivedere... Ma non posso... Il mio cieco destino non vuole. Penso in queste ultime ore di calma apparente, a te, Papà, a te, Mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore; a te, Beppe, fanciullo innocente, a te, Nina... Che debbo dire? Mi manca la parola: un cozzar di idee, una ridda di lieti e di tristi fantasmi, un presentimento atroce mi tolgono l’espressione... No, No, non è paura. Io non ho paura! Mi sento commosso, pensando a Voi, a quanto lascio, ma so di mostrarmi forte dinanzi ai miei soldati, calmo e sorridente. Del resto anch’essi hanno un morale elevatissimo. Quando riceverete questo scritto, fattovi recapitare da un’anima buona, non piangete. Siate forti come avrò saputo esserlo io. Un figlio morto in guerra non è mai morto. Il mio nome resti scolpito nell’animo dei miei fratelli; il mio abito militare, la mia fidata pistola (se vi verrà recapitata), gelosamente conservati, stiano a testimonianza della mia fine gloriosa.

 

E se per ventura mi sarò guadagnata una medaglia, resti quella a Giuseppe.
O genitori,

 

parlate, parlate,

fra qualche anno, quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratellini, di me,

morto a vent’anni per la Patria.       

 Parlate loro di me;

sforzatevi di risvegliare in loro il ricordo di me...

Che è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi...

Fra dieci, vent’anni forse non sapranno più d’avermi avuto fratello...

A voi mi rivolgo. Perdono, perdono vi chiedo, se vi ho fatto soffrire, se v’ho dato dispiaceri. Credetelo, non fu per malizia. la mia inesperta giovinezza vi ha fatto sopportare degli affanni: vi prego di volermi perdonare...Spoglio di questa vita terrena andrò a godere di

quel bene che credo di essermi meritato. A voi, Babbo e Mamma, un bacio, un bacio solo che dica tutto il mo affetto. A Beppe, a Nina un’altro ed un monito: ricordatevi di vostro fratello. Sacra è la religione dei morti. Siate buoni. Il mio spirito sarà con voi sempre.

 

A Voi lascio ogni mia sostanza. É poca cosa. Voglio però che sia da Voi gelosamente conservata. A Mamma, a Papà lascio...il mio affetto immenso. É il ricordo più stimabile che posso loro lasciare. Alla zia Eugenia, il Crocefisso d’argento; al mio zio Giulio, la mia Madonnina d’oro. La porterà certamente. La mia divisa a Beppe, come le armi e le robe mie. Il portafoglio (L. 100) lo lascio all’attendente.
Un bacio ardente d’affetto dal vostro aff.mo
Adolfo

 

Deceduto il giorno dopo nella Battaglia dell’Ortigara

Questa lettera in originale fu trovata 50 anni dopo nello scoprire il corpo dell'attendente deceduto anch'egli sull'Ortigara, miracolosamente ancora intatta con evidenti macchie di sangue. Viene custodita gelosamente nel Sacrario di Asiago in una teca posta alla visione del pubblico.

 

 

       

 Alpini…       

 

 

Cari Amici di Penna,

Siamo purtroppo tutti consapevoli che negli anni a venire lentamente, ma inesorabilmente, la nostra amata Penna sarà destinata a scomparire e così le memorie e la storia se non interverremo prima. Sono diversi i modi che ognuno di noi potrà decidere di intraprendere per poterlo evitare. L'Associazione tra queste metodologie soggettive che ognuno avrà modo di scegliere, ha pensato di fornirne di ulteriori e in particolare una. Chiunque infatti volesse distinguersi potrà farlo per i Caduti, per la Memoria, la storia, per  essere Presente, per la nostra Penna, per dar seguito alle parole scritte nella Colonna Mozza dell’Ortigara. Potrà farlo chiedendo all’Associazione Per non dimenticare di partecipare motivato e sempre presente ai diversi richiami. E lo potrà fare, se  lo riterrà, anche aiutando altresì l’Associazione nell’acquistargli l’equipaggiamento di base (Divisa d’epoca, comprensiva di mollettiere e mostrine). Una dimostrazione questa di riconoscenza e rispetto per quanto fecero e diedero tutti i Caduti per Lui, noi e la nostra Patria, passando così dalle parole ai fatti concreti e reali. In divisa d’epoca potrà far parte del Gruppo addestrato, che percorrerà l’Ortigara, il Caldiera, il Pasubio, le Melette, il Terragnolo, la Vallarsa,  il Col Santo, il Corno Battisti, Monte Fior, il Monte Grappa. Una emozione e commozione pervaderà così ognuno che indossandola  potrà vivere e far rivivere quei momenti del passato. Un ritornare alla “naja” in tutto e per tutto,ma di quei lontani tempi, rievocandoli. Sfilare  e marciare davanti ai diversi Sacrari, gli Onori ai Caduti, le diverse rievocazioni…i diversi Monti Sacri. Ma l’Associazione ha pensato tra le molteplici cose, anche a dell’altro. Chi la indosserà per i diversi anni che deciderà, potrà un giorno lasciarla in  eredità indicando all’Associazione un nome quale suo successore  di fiducia. In questo modo esisterà sempre il Battaglione Alpini negli anni a venire e nei secoli. Perché la forza e la voglia di tramandare sarà legata in primis al voler onorare tutti i Caduti, e  poi al Cappello e alla divisa.  Non solo si tramanderà quindi la Memoria degli Eroici Combattenti, ma grazie all’evento anche la storia di noi Alpini. Così facendo il Cappello passerà di mano in mano dal Vecio” che avrà deciso con fiducia  a quale  “bocia” affidarlo, perché ne tramandi e continui la sua storia, la tradizione. Non sarà abbandonato o peggio, gettato  da nipoti o pronipoti ignari,  ma continuerà a far vivere e rivivere. Vi sarà un’altra motivazione quindi tra le molteplici esistenti che renderà ancora più meritevole tutto questo, perché lo spirito che l’avrà animata legherà a se anche quello di un vecchio Cappello d’Alpino che altrimenti, triste per la sua sicura sorte, sarebbe stato destinato a scomparire e morire tra non molti anni. Ma questo dicasi anche per  gli altri Corpi quali quello dell’Artigliere, del Fante o del Bersagliere,  ecc. Non si obblighi alla sua triste sorte il nostro Simbolo, la nostra Penna,  perché così facendo nel futuro non avremo più chi potrà  con orgoglio e onore portarlo solo perché, per effetto dell’abolizione della leva, privo di un congedo. Superiamo quindi la nostra comprensibile fierezza nel voler custodire... Ben venga se questo sarà possibile farlo vivere nei secoli vedendo la gloriosa Penna ripercorrere i passi dei nostri Predecessori e di noi al loro seguito, pur di mantenerne viva la sua storia, il suo passato. L’importante è che la si veda fiera sfilare, che se ne parli e si tramandi, piuttosto che scompaia. Proprio perché siamo orgogliosi invece della nostra storia, dobbiamo trasmetterla pensando al futuro del nostro Cappello. Insegnando ad amarlo e rispettarlo, raccontandone sempre più le sue vicissitudini ai nostri figli, nipoti, amici, affinché possiamo trovare chi, cogliendone  il suo valore, ci chieda fiero e colmo di orgoglio di poterlo indossare quale erede. Spetterà a noi Alpini quindi l’arduo compito non solo di trasmettere la Memoria del tempo passato e dei nostri Predecessori che ci hanno lasciato in eredità tutto questo, ma anche del nostro presente, ricercando e coltivando  giovani che comprendendo possano  trasmettere ai posteri  il suo valore, il nostro spirito, l’onore e l’amore della nostra Patria. Sempre pronti alla solidarietà e Pace e alla dimostrazione della fratellanza esistente tra i popoli. Così che siano ancora numerose e presenti le Penne a sfilare, indomite, forti,  giovani, anche dopo il 2020, il 2045, nei secoli…. Le memorie dei tanti deceduti in battaglia e dei loro successori destinati d’anno in anno inesorabilmente a scomparire, quindi potranno tranquilli continuare a vivere grazie alla divisa d’epoca, alla rievocazione e a queste giornate e nel trasferire se vorranno la propria Penna. E chi non riterrà questa una valida strada da percorrersi ritenendo giusto che ogni Penna caduta rimanga tale senza che essa possa rinascere pur di mantenere in vita il nostro glorioso passato, la nostra storia, la Memoria e noi stessi, sarà libero di scegliere per le sue giuste motivazioni, continuando quindi a mantenerla in vita accanto alla sua personale esistenza e forza, ma sempre nel reciproco rispetto delle altrui opinioni e decisioni in merito singolarmente assunte.

Si osservi comunque attentamente ora la fotografia qui sotto riportata. Moltissimi tra questi Alpini purtroppo sono deceduti nella Battaglia dell’Ortigara.  Ci guardano chiedendoci…

 

   

 

 

Che cosa vuoi fare di tutti noi?

Vuoi dimenticarci?

 

 

Alpini del 6°Rgt 

 

 

 

 

Una responsabilità enorme la nostra.  A noi spetta    quindi  continuare a far vivere la loro  Memoria, il loro sacrificio, la nostra storia. 

Loro guardano e si aspettano e ci chiedono tutto questo…

 

 

 

Uno dei tantissimi motivi questo che dovrebbe  spingere ognuno di noi a partecipare alle diverse iniziative, quale successivo momento  di una riflessione. Proprio per non dimenticarli mai. Per non lasciare queste e mille altre paure e parole disperdersi con il trascorrere del tempo perdendo così i valori e la storia. E gli Eroici Combattenti.

 

Osserva come, con il trascorrere degli anni le nuove generazioni, diverse dalle nostre, cominciano a perdere velocemente questi valori. Li potremmo “alcuni” anche giustificare, non avendo colpe di questo, dato che nessuno oggi spiega loro e  tramanda, come seppero fare con amore e passione animatamente e minuziosamente, i nostri Nonni e Genitori coinvolgendoci profondamente. Oggi, le poche pagine di storia “studiate” a scuola, non riescono negli intenti e si perdono frettolosamente nelle memorie degli studenti, costretti ad impararle come un obbligo e non un piacere d’apprendimento conoscenza e cultura. Fattori questi  che sono indispensabili per poter rispettare il nostro passato, la nostra storia, la nostra Patria.

 

Era ed è in atto un’interruzione pericolosa di questo tramandare, che Tu ed ognuno di noi se ne deve fare in qualche modo carico intervenendo quanto prima possibile. Questo al fine di impedire che le nostre radici storiche, le nostre identità culturali, il valore di Patria,  vengano così repentinamente strappate facendo terra bruciata. Gettando e sperperando quindi un patrimonio inestimabile fondato su sacrifici umani, perdendo il senso di quanto accaduto e i motivi che li portarono a consumare la loro vita per tutti noi, tra mille sacrifici e difficoltà prima patite tra il fango, il freddo, il sole, la pioggia, la fame, la neve, le impervie montagne.

 

Per questo ognuno di noi dovrebbe sentire nascere in se la consapevolezza di dover agire in modo da permettere a tutte le future generazioni  di comprendere, riflettere, e non dimenticare, quanto fecero per loro i propri Avi (Bisnonni/Trisnonni, nostri Nonni). 

Perché abbiano ad assimilarne i veri valori, fondati sulla solidarietà, reciproco rispetto, aiuto, disponibilità e rinunce attuate uno a favore dell’altro. Perchè  li possano tramandare a loro volta ricucendo le interruzioni nel frattempo intercorse onde evitare che queste possano drasticamente continuare fino a cancellare la loro memoria definitivamente per sempre.

 

 

Perché siano orgogliosi e portino rispetto in questi luoghi, andando sempre più numerosi a visitare i Sacrari e le zone che conobbero e vissero gli orrori di una guerra combattuta palmo a palmo, in assalti alla baionetta con mitragliatrici che sparavano all’altezza d’uomo. Di fronte ai Caduti…

 

E’ credibile che possa oggi esistere qualcuno che voglia assumersi personalmente la responsabilità di non riflettere evitando di agire quale  conseguenza togliendo anch’esso così una radice della storia?

 

Gli Eroici Combattenti si aspettano invece che noi li ricordiamo nei secoli a venire.  Se non agissimo mantenendo viva  la loro Memoria, i loro valori,  poi ognuno di noi con quale animo e spirito affronterebbe  il 4 novembre, o una qualsiasi altra manifestazione e ricorrenza,  o con quale spirito guarderebbe il Sacrario del Laiten, del Milite Ignoto,  o un qualsiasi altro Sacrario o Cimitero che contenga le Eroiche spoglie di tutti i Combattenti che persero la loro vita? Questi racchiudono in loro quelle vite di giovani e meno che sognavano un futuro poi spezzato, e che ora ci chiedono d’essere loro riconoscenti ricordando  quanto fecero per noi e per la Patria.

 

Da lassù gli Eroici Combattenti ci guardano, giudicandoci attendendo da noi tutto questo.

 

Sono loro stessi infatti che  ci chiedono ora di essere noi PRESENTI, perché sappiamo adoperarci e renderci disponibili quale  nostro dovere per tramandare i loro valori e la storia in virtù di questi eventi  a loro dedicati.

 

Ognuno di noi potrà così dire, fiero e orgoglioso nell’essersi adoperato nei diversi modi possibili rispondere loro…

 

 

PRESENTE.

IO NON VI HO DIMENTICATI.

 

colonna mozza sull'Ortigara

 

 

   

 

Perché le parole riportate nella Colonna Mozza dell’Ortigara, simbolo di noi Alpini lasciate nel 1920  dai Reduci sopravvissuti della Grande Guerra, non siamo noi per primi oggi a disperderle disgregandole negli anni privandole così  del loro  valore e significato

 

 

 

 

 

Conclusioni

 

L’intento di questa sintetica illustrazione è stato quello di riuscire a trasmettere lo spirito e la volontà che devono animare ognuno di noi nell’adoperarci per tramandare la Memoria e la storia. E’ lo spirito di tutti noi e dell’Associazione Per non dimenticare.  Questo perché le attuali e future generazioni che poco o nulla conoscono, possano comprendere,  valorizzandole con orgoglio riportandone le gesta  con rispetto ed emozione.

 

 

Gli Eroici Combattenti si aspettano da noi tutto questo perché siamo ora noi a dover dire loro…..

 

PRESENTE

 

Lascio quindi ora al Lettore per quanto qui esposto sinteticamente, decidere cosa vorrà fare di tutto questo Patrimonio Storico fondato sul sacrificio di un’infinità d’uomini morti in battaglia.  (tra cui magari poteva esserci  un Suo Nonno o Parente o Reduce o Avo). Potrà ora, infatti, liberamente scegliere…

    

 

 

 

Se vorrà esimersi trovando una qualsiasi futile giustificazione,

o vorrà aderirvi partecipando attivamente adoperandosi  

   quanto più per  tramandare.

     Se vorrà farli vivere nei secoli

        o se vorrà dimenticarli tradendoli

           se vorrà, grazie alla giornata ed evento,

tramandarne la Memoria affinché tutte le future  generazioni conoscano e rispettando tramandino         

          con orgoglio, o vorrà essere un  artefice       

      che contribuirà  a evitare  che vi sia una  continuità nella storia  sradicando  le radici in  modo che in breve  non esista più

 

 

 

Ognuno di noi decidendo cosa vorrà fare affronterà

 

un Laiten  e le montagne che ancora racchiudono in loro i dispersi e con  gli oltre…

 

37.164.404 DI PERDITE TOTALI SU

 

 

 

65.418.801 MOBILITATI COMPLESSIVI

 

 

 

8.488.831

I MORTI

 

 

20.985.261

I FERITI

 

 

7.766.419

I PRIGIONIERI E DISPERSI

 

Tra questi vi furono compresi 

 

650.000

MORTI ITALIANI

 

 

947.000

FERITI ITALIANI

 

 

 

600.000

TRA PRIGIONIERI E DISPERSI ITALIANI

 

 

Perché alla fine sarà  con loro infatti che dovremo   personalmente confrontarci nel fornire una risposta in merito ad una propria decisione presa  nel volersi o meno adoperare per permettere la trasmissione della Memoria, dell’immane tragedia e dell’inutilità dell’utilizzo di una qualsiasi manifestazione violenta.

 

 

Nazione

Perdite totali

Mobilitati

Morti

Feriti

Dispersi o prigionieri

 

 

 

 

 

 

7.020.000

7.800.000

1.200.000

3.620.000

2.220.000

7.142.558

11.000.000

1.773.700

4.216.058

1.152.800

975.000

2.850.000

325.000

400.000

250.000

266.919

1.200.000

87.500

152.390

27.029

 

 

 

 

 

 

93.061

267.000

13.716

44.686

34.659

3.190.235

8.904.467

908.371

2.090.312

191.652

6.160.800

8.410.000

1.317.800

4.266.000

537.000

27.000

230.000

5.000

21.000

1.000

2.197.000

5.615.000

650.000

947.000

600.000

1.210

800.000

300

907

3

20.000

50.000

3.000

10.000

7.000

33.291

100.000

7.222

13.751

12.318

535.706

750.000

335.706

120.000

80.000

Impero russo (fino al 1917vb

9.150.000

12.000.000

1.700.000

4.950.000

2.500.000

331.106

707.343

45.000

133.148

152.958

20.518

4.734.991

116.516

204.02

--

 

  

RINGRAZIAMENTI

 

Quale Presidente dell’Associazione Per non dimenticare… ringrazio sinceramente tutti coloro  che avranno compreso tale iniziativa e ci avranno contattato quale conseguenza anche solo per ricevere ulteriori informazioni. Numerose infatti sono le possibilità date per potervi aderire nelle diverse modalità esistenti adoperandosi, rispondendo quindi positivamente  agli Eroici Combattenti.

Un ringraziamento andrà a tutti coloro che dimostreranno di volerci aiutare a portare avanti la Memoria e le diverse iniziative, permettendo così che la storia  possa tramandarsi alle future generazioni, affinché  le loro eroiche gesta non vadano disperse  Un grazie se vorrai consigliare questo sito anche ad altri tuoi conoscenti, amici, parenti ecc. Così facendo darai modo anche ad altri di riflettere.

Un grazie altresì per aver letto attentamente queste pagine. Ora, se credi, potrai contattarci per Loro, per la Memoria, la nostra storia, I Caduti che l’hanno costruita con sacrifici, per trasmettere…. Per dare un seguito alle alte responsabilità lasciateci in eredità dai nostri Avi e riassunte nelle chiare e parole incise nella Colonna Mozza dell’Ortigara, simbolo per noi Alpini:

 

PER NON DIMENTICARE

 

 

 

 

 

Bibliografia  fonti e immagini

 

Opere utilizzate

 

- Annalisa Castagna – Claudio Gattera – Pietro Compero. Il Battaglione Alpini Monte 

  Berico nella Grande Guerra Ed. Gino Rossato editore 2005

- Tullio Liber – Ugo Leitempergher –Andrea Kozlovic 1914 – 1918 La grande guerra     

  Sugli Altipiani Folgaria, Lavarone, Lucerna, Vezzena, Sette Comuni, Monte Pasubio

  Monte Cimone e sugli altri fronti di guerra Ed. Gino Rossato 1988

 

- Paolo Pozzato Tibor Ballà Il piave   L’ultima battaglia della Grande Guerra Ed. Gino

  Rossato 2005

 

- Lucio Fabi La Prima Guerra Mondiale 1915 – 1918 Editori Riuniti 1998

 

- Andrea Kozlovic Storia fotografica della Grande Guerra Ed.  Gino Rossato 1986

 

 

- La Grande Guerra Ed. Hobby Work 2004

 

 

- La Grande Guerra  1952 prod. Dino Laurentiis

 

 

- Ungheretti G. Vita d’un uomo  Verona 1960




[1] Come, con grande encomio, citato nel sito “montagne vicentine”  che ringrazio sentitamente per l’enorme e importante contributo dato, riporto il loro testo scritto

<<… per promuovere la valorizzazione storico-turistica della montagna Vicentina che è legata e lo sarà per sempre agli eventi tragici che hanno reso sacri questi monti.

Affinchè il sacrificio di questi eroi non venga dimenticato, perchè la visita alla montagna vicentina sia molto più di una piacevole escursione: le rocce su cui si snodano i bellissimi sentieri che oggi percorriamo sono ancora intrise del sangue dei nostri Alpini e di tanti altri giovani soldati che qui sacrificarono eroicamente le loro vite>>

 

 

 

 

 

Si consiglia ora la lettura del testo scritto nella pagina Sostenitori 2006 .