Se vuoi partecipare alla rievocazione accedi dopo la lettura della pagina a: Se ne vuoi far parte e Il Gruppo
Una
giornata da dedicare alla Memoria
di
tutti gli Eroici Combattenti deceduti o dispersi
Dott.
Valerio Burattin
Ideatore
e Presidente dell’Associazione
Si
sta
Come
D’autunno
Sugli
Alberi
Le foglie
Giuseppe
Ungheretti
__________________________________________________________________
Ricordare non
significa
promuovere l’esaltazione, il risentimento, l'astio o la guerra
La
memoria è per
La memoria è per onorare ed impedire il ripetersi
di inutili tragedie
Rievocare
è farli vivere in eterno
Rievocare
è tramandare
la storia, i
sacrifici, le gesta
Rievocare non è voler esaltare la guerra,
ma
Rievocare è per non dimenticarli
uccidendoli una
seconda
volta
Laddove
i luoghi rimangono intatti nei
secoli, quando l’uomo li abbia così lasciati e la
natura non li abbia
modificati,
le
memorie scompaiono velocemente per
volere di chi se ne disinteressi
e non
le promuova adoperandosi attivamente
nascondendosi dietro
le false
giustificazioni dei giorni nostri e del nostro vivere quotidiano,
divenendo
così complici e artefici
della distruzione della storia, dei tanti sacrifici e morti che
l’hanno
costruita e quindi del nostro passato.
__________________________________________________________________
Perché
….
Perché
dedicare otto minuti alla lettura di
questa pagina.
Perché
dedicare venti minuti alla lettura e
approfondimento del sito
Perché
un giorno dedicato alla loro memoria.
Perché
una rievocazione storica.
Perché
ognuno di noi dovrebbe sentire nel suo
interno nascere il desiderio di voler in qualche modo agire
prodigandosi…
Perché
loro stessi ci scrissero di non
dimenticarli e lo chiesero nella piena consapevolezza di andare
incontro alla
morte. Il timore e la paura che il loro sacrifico fosse vanificato
perchè
facilmente dimenticato dai posteri e loro famigliari, li spaventava
tanto
quanto la certezza della loro morte stessa. Cito una lettera a
conferma, da
tutti conosciuta e che è presente nel museo del Leiten, trovata dopo
cinquant’anni nelle tasche
dell’attendente sepolto dato per disperso Caduto anch’egli. Intrisa
dal sangue del suo Tenente ancor
oggi visibile, questi lasciò a noi un monito …![]()
|
Tenente Alpino ADOLFO FERRERO |
|
Cari genitori,
scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo
pervenire. Non ne posso fare a meno. Il pericolo è grave,
imminente. Avrei
rimorso se non dedicassi a voi questi istanti di libertà, per
darvi un ultimo
saluto.
Voi sapete che odio la retorica... No, no, non è retorica
quella che sto
facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di sole; sento le
mie ore
contate, presagisco una morte gloriosa, ma orrenda.
Fra cinque ore qui sarà un inferno. Fremerà la terra,
s’oscurerà il cielo, una
densa caligine coprirà ogni cosa e rombi e boati risuoneranno
fra questi monti,
cupi come le esplosioni che in questo istante medesimo sento in
lontananza. Il
cielo si è fatto nuvoloso: piove.
Vorrei dirvi tante cose... tante.... ma Voi ve l’immaginate.
Vi amo tutti,
tutti.... Darei un tesoro per potervi rivedere... Ma non posso... Il
mio cieco
destino non vuole. Penso in queste ultime ore di calma apparente, a te,
Papà, a
te, Mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore; a te, Beppe,
fanciullo
innocente, a te, Nina... Che debbo dire? Mi manca la parola: un cozzar
di idee,
una ridda di lieti e di tristi fantasmi, un presentimento atroce mi
tolgono
l’espressione... No, No, non è paura. Io non ho
paura! Mi sento commosso,
pensando a Voi, a quanto lascio, ma so di mostrarmi forte dinanzi ai
miei
soldati, calmo e sorridente. Del resto anch’essi hanno un
morale elevatissimo.
Quando riceverete questo scritto, fattovi recapitare da
un’anima buona, non
piangete. Siate forti come avrò saputo esserlo io. Un
figlio morto in guerra non è mai morto. Il
mio nome resti scolpito nell’animo dei
miei fratelli; il mio abito
militare, la mia fidata pistola (se vi verrà recapitata),
gelosamente
conservati, stiano a testimonianza della mia fine gloriosa.
E se per ventura
mi sarò
guadagnata una medaglia, resti quella a Giuseppe.
O genitori,
parlate,
parlate,
fra
qualche anno, quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratellini,
di me,
morto
a vent’anni per
Parlate loro di me;
sforzatevi
di risvegliare in loro il ricordo di me...
Che
è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi...
Fra
dieci, vent’anni forse non sapranno più
d’avermi avuto fratello...
A voi mi rivolgo. Perdono, perdono vi chiedo, se vi ho fatto soffrire,
se v’ho
dato dispiaceri. Credetelo, non fu per malizia. la mia inesperta
giovinezza vi
ha fatto sopportare degli affanni: vi prego di volermi
perdonare...Spoglio di
questa vita terrena andrò a godere di
quel bene che
credo di
essermi meritato. A voi, Babbo e Mamma, un bacio, un bacio solo che
dica tutto
il mo affetto. A Beppe, a Nina un’altro ed un monito:
ricordatevi di vostro fratello. Sacra è la religione dei morti.
Siate buoni. Il mio
spirito sarà con voi sempre.
A Voi lascio
ogni mia
sostanza. É poca cosa. Voglio però che sia da Voi
gelosamente conservata. A
Mamma, a Papà lascio...il mio affetto immenso. É il
ricordo più stimabile che
posso loro lasciare. Alla zia Eugenia, il Crocefisso
d’argento; al mio zio
Giulio, la mia Madonnina d’oro. La porterà
certamente. La mia divisa a Beppe,
come le armi e le robe mie. Il portafoglio (L. 100) lo lascio
all’attendente.
Un bacio ardente d’affetto dal vostro aff.mo
Adolfo
Deceduto
il giorno dopo nella Battaglia
dell’Ortigara
Questa lettera in originale fu trovata 50 anni dopo nello scoprire il corpo dell'attendente deceduto anch'egli sull'Ortigara, miracolosamente ancora intatta con evidenti macchie di sangue. Viene custodita gelosamente nel Sacrario di Asiago in una teca posta alla visione del pubblico.
Alpini…
Cari Amici di Penna,
Siamo purtroppo tutti consapevoli che negli anni a venire lentamente, ma inesorabilmente, la nostra amata Penna sarà destinata a scomparire e così le memorie e la storia se non interverremo prima. Sono diversi i modi che ognuno di noi potrà decidere di intraprendere per poterlo evitare. L'Associazione tra queste metodologie soggettive che ognuno avrà modo di scegliere, ha pensato di fornirne di ulteriori e in particolare una. Chiunque infatti volesse distinguersi potrà farlo per i Caduti, per la Memoria, la storia, per essere Presente, per la nostra Penna, per dar seguito alle parole scritte nella Colonna Mozza dell’Ortigara. Potrà farlo chiedendo all’Associazione Per non dimenticare di partecipare motivato e sempre presente ai diversi richiami. E lo potrà fare, se lo riterrà, anche aiutando altresì l’Associazione nell’acquistargli l’equipaggiamento di base (Divisa d’epoca, comprensiva di mollettiere e mostrine). Una dimostrazione questa di riconoscenza e rispetto per quanto fecero e diedero tutti i Caduti per Lui, noi e la nostra Patria, passando così dalle parole ai fatti concreti e reali. In divisa d’epoca potrà far parte del Gruppo addestrato, che percorrerà l’Ortigara, il Caldiera, il Pasubio, le Melette, il Terragnolo, la Vallarsa, il Col Santo, il Corno Battisti, Monte Fior, il Monte Grappa. Una emozione e commozione pervaderà così ognuno che indossandola potrà vivere e far rivivere quei momenti del passato. Un ritornare alla “naja” in tutto e per tutto,ma di quei lontani tempi, rievocandoli. Sfilare e marciare davanti ai diversi Sacrari, gli Onori ai Caduti, le diverse rievocazioni…i diversi Monti Sacri. Ma l’Associazione ha pensato tra le molteplici cose, anche a dell’altro. Chi la indosserà per i diversi anni che deciderà, potrà un giorno lasciarla in eredità indicando all’Associazione un nome quale suo successore di fiducia. In questo modo esisterà sempre il Battaglione Alpini negli anni a venire e nei secoli. Perché la forza e la voglia di tramandare sarà legata in primis al voler onorare tutti i Caduti, e poi al Cappello e alla divisa. Non solo si tramanderà quindi la Memoria degli Eroici Combattenti, ma grazie all’evento anche la storia di noi Alpini. Così facendo il Cappello passerà di mano in mano dal Vecio” che avrà deciso con fiducia a quale “bocia” affidarlo, perché ne tramandi e continui la sua storia, la tradizione. Non sarà abbandonato o peggio, gettato da nipoti o pronipoti ignari, ma continuerà a far vivere e rivivere. Vi sarà un’altra motivazione quindi tra le molteplici esistenti che renderà ancora più meritevole tutto questo, perché lo spirito che l’avrà animata legherà a se anche quello di un vecchio Cappello d’Alpino che altrimenti, triste per la sua sicura sorte, sarebbe stato destinato a scomparire e morire tra non molti anni. Ma questo dicasi anche per gli altri Corpi quali quello dell’Artigliere, del Fante o del Bersagliere, ecc. Non si obblighi alla sua triste sorte il nostro Simbolo, la nostra Penna, perché così facendo nel futuro non avremo più chi potrà con orgoglio e onore portarlo solo perché, per effetto dell’abolizione della leva, privo di un congedo. Superiamo quindi la nostra comprensibile fierezza nel voler custodire... Ben venga se questo sarà possibile farlo vivere nei secoli vedendo la gloriosa Penna ripercorrere i passi dei nostri Predecessori e di noi al loro seguito, pur di mantenerne viva la sua storia, il suo passato. L’importante è che la si veda fiera sfilare, che se ne parli e si tramandi, piuttosto che scompaia. Proprio perché siamo orgogliosi invece della nostra storia, dobbiamo trasmetterla pensando al futuro del nostro Cappello. Insegnando ad amarlo e rispettarlo, raccontandone sempre più le sue vicissitudini ai nostri figli, nipoti, amici, affinché possiamo trovare chi, cogliendone il suo valore, ci chieda fiero e colmo di orgoglio di poterlo indossare quale erede. Spetterà a noi Alpini quindi l’arduo compito non solo di trasmettere la Memoria del tempo passato e dei nostri Predecessori che ci hanno lasciato in eredità tutto questo, ma anche del nostro presente, ricercando e coltivando giovani che comprendendo possano trasmettere ai posteri il suo valore, il nostro spirito, l’onore e l’amore della nostra Patria. Sempre pronti alla solidarietà e Pace e alla dimostrazione della fratellanza esistente tra i popoli. Così che siano ancora numerose e presenti le Penne a sfilare, indomite, forti, giovani, anche dopo il 2020, il 2045, nei secoli….
Le memorie dei tanti deceduti in battaglia e dei loro successori destinati d’anno in anno inesorabilmente a scomparire, quindi potranno tranquilli continuare a vivere grazie alla divisa d’epoca, alla rievocazione e a queste giornate e nel trasferire se vorranno la propria Penna. E chi non riterrà questa una valida strada da percorrersi ritenendo giusto che ogni Penna caduta rimanga tale senza che essa possa rinascere pur di mantenere in vita il nostro glorioso passato, la nostra storia, la Memoria e noi stessi, sarà libero di scegliere per le sue giuste motivazioni, continuando quindi a mantenerla in vita accanto alla sua personale esistenza e forza, ma sempre nel reciproco rispetto delle altrui opinioni e decisioni in merito singolarmente assunte.
Si osservi comunque attentamente ora la fotografia qui sotto riportata. Moltissimi tra questi Alpini purtroppo sono deceduti nella Battaglia dell’Ortigara. Ci guardano chiedendoci…
Che
cosa vuoi fare di tutti noi?
Vuoi
dimenticarci?
Una
responsabilità enorme la nostra.
A noi spetta
quindi continuare a far vivere la
loro Memoria, il
loro sacrificio, la nostra storia.
Loro
guardano e si aspettano e ci chiedono
tutto questo…
Uno
dei tantissimi motivi questo che
dovrebbe spingere
ognuno di noi a
partecipare alle diverse iniziative, quale successivo momento di una riflessione.
Proprio per non dimenticarli
mai. Per non lasciare queste e mille altre paure e parole disperdersi
con il
trascorrere del tempo perdendo così i valori e la storia. E
gli Eroici
Combattenti.
Osserva
come, con il trascorrere degli
anni le nuove generazioni, diverse dalle nostre, cominciano a perdere
velocemente questi valori. Li potremmo “alcuni”
anche giustificare, non avendo
colpe di questo, dato che nessuno oggi spiega loro e
tramanda, come seppero fare con amore e
passione animatamente e minuziosamente, i nostri Nonni e Genitori
coinvolgendoci
profondamente. Oggi, le poche pagine di storia
“studiate” a scuola, non
riescono negli intenti e si perdono frettolosamente nelle memorie degli
studenti, costretti ad impararle come un obbligo e non un piacere
d’apprendimento conoscenza e cultura. Fattori questi che sono indispensabili
per poter rispettare
il nostro passato, la nostra storia, la nostra Patria.
Era
ed è in atto un’interruzione
pericolosa di questo tramandare, che Tu ed ognuno di noi se ne deve
fare in
qualche modo carico intervenendo quanto prima possibile. Questo al fine
di
impedire che le nostre radici storiche, le nostre identità
culturali, il valore
di Patria, vengano
così repentinamente
strappate facendo terra bruciata. Gettando e sperperando quindi un
patrimonio
inestimabile fondato su sacrifici umani, perdendo il senso di quanto
accaduto e
i motivi che li portarono a consumare la loro vita per tutti noi, tra
mille
sacrifici e difficoltà prima patite tra il fango, il freddo,
il sole, la
pioggia, la fame, la neve, le impervie montagne.
Per
questo ognuno di noi dovrebbe sentire
nascere in se la consapevolezza di dover agire in modo da permettere a
tutte le
future generazioni di
comprendere,
riflettere, e non dimenticare, quanto fecero per loro i propri Avi
(Bisnonni/Trisnonni, nostri Nonni).
Perché
abbiano ad assimilarne i veri
valori, fondati sulla solidarietà, reciproco rispetto, aiuto,
disponibilità e
rinunce attuate uno a favore dell’altro. Perchè
li possano tramandare a loro volta ricucendo le
interruzioni nel
frattempo intercorse onde evitare che queste possano drasticamente
continuare
fino a cancellare la loro memoria definitivamente per sempre.
Perché
siano orgogliosi e portino
rispetto in questi luoghi, andando sempre più numerosi a
visitare i Sacrari e
le zone che conobbero e vissero gli orrori di una guerra combattuta
palmo a
palmo, in assalti alla baionetta con mitragliatrici che sparavano
all’altezza
d’uomo. Di fronte ai Caduti…
E’
credibile che possa oggi esistere
qualcuno che voglia assumersi personalmente la responsabilità
di non riflettere
evitando di agire quale conseguenza
togliendo anch’esso così una radice della storia?
Gli
Eroici Combattenti si aspettano
invece che noi li ricordiamo nei secoli a venire.
Se non agissimo mantenendo viva
la loro Memoria, i loro valori,
poi ognuno di noi con quale animo e spirito
affronterebbe il 4
novembre, o una
qualsiasi altra manifestazione e ricorrenza,
o con quale spirito guarderebbe il Sacrario del Laiten,
del Milite
Ignoto, o un
qualsiasi altro Sacrario o
Cimitero che contenga le Eroiche spoglie di tutti i Combattenti che
persero la
loro vita? Questi racchiudono in loro quelle vite di giovani e meno che
sognavano un futuro poi spezzato, e che ora ci chiedono
d’essere loro
riconoscenti ricordando quanto
fecero per
noi e per
Da
lassù gli Eroici Combattenti ci
guardano, giudicandoci attendendo da noi tutto questo.
Sono
loro stessi infatti che ci
chiedono ora di essere noi PRESENTI,
perché sappiamo adoperarci e renderci disponibili
quale nostro dovere
per tramandare i
loro valori e la storia in virtù di questi eventi a loro dedicati.
Ognuno
di noi potrà così dire, fiero e
orgoglioso nell’essersi adoperato nei diversi modi possibili
rispondere loro…
PRESENTE.
IO
NON VI HO DIMENTICATI.
Perché
le parole riportate nella
Colonna Mozza dell’Ortigara, simbolo di noi Alpini lasciate
nel 1920 dai Reduci
sopravvissuti della Grande Guerra,
non siamo noi per primi oggi a disperderle disgregandole negli anni
privandole
così del
loro valore e
significato

L’intento
di questa sintetica illustrazione è stato
quello di riuscire a trasmettere lo spirito e la volontà che
devono animare
ognuno di noi nell’adoperarci per tramandare
Gli
Eroici Combattenti si
aspettano da noi tutto questo perché siamo ora noi a dover
dire loro…..
PRESENTE
Lascio
quindi ora al Lettore per quanto qui esposto
sinteticamente, decidere cosa vorrà fare di tutto questo
Patrimonio Storico
fondato sul sacrificio di un’infinità
d’uomini morti in battaglia.
(tra cui magari poteva esserci
un Suo Nonno o Parente o Reduce o Avo). Potrà
ora, infatti, liberamente scegliere…
Se
vorrà esimersi trovando una qualsiasi futile
giustificazione,
o
vorrà aderirvi partecipando
attivamente adoperandosi
quanto più per
tramandare.
Se
vorrà farli vivere nei secoli
o se vorrà dimenticarli tradendoli
se vorrà, grazie alla giornata ed
evento,
tramandarne
con orgoglio, o vorrà essere un
artefice
che
contribuirà a
evitare
che vi sia una continuità
nella
storia sradicando le radici in
modo che in breve non
esista più
Ognuno
di noi decidendo cosa vorrà fare affronterà
un
Laiten e le
montagne che ancora
racchiudono in loro i dispersi e con
gli
oltre…
37.164.404
DI PERDITE TOTALI SU
65.418.801
MOBILITATI COMPLESSIVI
8.488.831
I
MORTI
20.985.261
I
FERITI
7.766.419
I
PRIGIONIERI E DISPERSI
Tra
questi vi furono compresi
650.000
MORTI
ITALIANI
947.000
FERITI
ITALIANI
600.000
TRA
PRIGIONIERI E DISPERSI ITALIANI
Perché
alla fine sarà con
loro infatti che dovremo
personalmente confrontarci nel fornire una
risposta in merito ad
una propria decisione presa nel volersi o meno
adoperare per permettere
la trasmissione della Memoria, dell’immane tragedia e
dell’inutilità
dell’utilizzo di una qualsiasi manifestazione violenta.
|
Nazione |
Perdite totali |
Mobilitati |
Morti |
Feriti |
Dispersi o prigionieri |
| |
|
|
|
|
|
|
7.020.000 |
7.800.000 |
1.200.000 |
3.620.000 |
2.220.000 |
|
|
7.142.558 |
11.000.000 |
1.773.700 |
4.216.058 |
1.152.800 |
|
|
975.000 |
2.850.000 |
325.000 |
400.000 |
250.000 |
|
|
266.919 |
1.200.000 |
87.500 |
152.390 |
27.029 |
|
| |
|
|
|
|
|
|
93.061 |
267.000 |
13.716 |
44.686 |
34.659 |
|
|
3.190.235 |
8.904.467 |
908.371 |
2.090.312 |
191.652 |
|
| Francia** |
6.160.800 |
8.410.000 |
1.317.800 |
4.266.000 |
537.000 |
|
27.000 |
230.000 |
5.000 |
21.000 |
1.000 |
|
|
2.197.000 |
5.615.000 |
650.000 |
947.000 |
600.000 |
|
|
1.210 |
800.000 |
300 |
907 |
3 |
|
|
20.000 |
50.000 |
3.000 |
10.000 |
7.000 |
|
|
33.291 |
100.000 |
7.222 |
13.751 |
12.318 |
|
|
535.706 |
750.000 |
335.706 |
120.000 |
80.000 |
|
|
9.150.000 |
12.000.000 |
1.700.000 |
4.950.000 |
2.500.000 |
|
|
331.106 |
707.343 |
45.000 |
133.148 |
152.958 |
|
|
20.518 |
4.734.991 |
116.516 |
204.02 |
-- |
RINGRAZIAMENTI
Quale
Presidente
dell’Associazione Per non dimenticare… ringrazio
sinceramente tutti coloro che
avranno compreso tale iniziativa e ci
avranno contattato quale conseguenza anche solo per ricevere ulteriori
informazioni. Numerose infatti sono le possibilità date per
potervi aderire
nelle diverse modalità esistenti adoperandosi, rispondendo
quindi
positivamente agli
Eroici Combattenti.
Un
ringraziamento andrà a
tutti coloro che dimostreranno di volerci aiutare a portare avanti
Un grazie se vorrai
consigliare questo sito anche
ad altri tuoi conoscenti, amici, parenti ecc. Così facendo
darai modo anche ad
altri di riflettere.
Un
grazie altresì per aver
letto attentamente queste pagine. Ora, se credi, potrai contattarci per
Loro,
per
PER
NON DIMENTICARE

Bibliografia fonti e immagini
Opere
utilizzate
-
Annalisa Castagna – Claudio Gattera – Pietro
Compero. Il
Battaglione Alpini Monte
Berico
nella Grande Guerra
Ed. Gino Rossato editore 2005
-
Tullio Liber – Ugo Leitempergher –Andrea Kozlovic
1914 – 1918 La
grande guerra
Sugli
Altipiani Folgaria,
Lavarone, Lucerna, Vezzena, Sette Comuni, Monte Pasubio
Monte
Cimone e sugli altri
fronti di guerra Ed. Gino Rossato 1988
-
Paolo Pozzato Tibor Ballà Il piave
L’ultima battaglia della Grande Guerra Ed.
Gino
Rossato
2005
-
Lucio Fabi
-
Andrea Kozlovic Storia fotografica della Grande Guerra Ed. Gino Rossato 1986
-
-
-
Ungheretti
G. Vita d’un uomo
Verona 1960

[1] Come, con grande encomio, citato
nel sito “montagne
vicentine” che
ringrazio sentitamente
per l’enorme e importante contributo dato, riporto il loro
testo scritto
<<…
per
promuovere la valorizzazione storico-turistica della montagna Vicentina
che è
legata e lo sarà per sempre agli eventi tragici che hanno reso
sacri questi
monti.
Affinchè
il sacrificio di
questi eroi non venga dimenticato, perchè la visita alla
montagna vicentina sia
molto più di una piacevole escursione: le rocce su cui si
snodano i bellissimi
sentieri che oggi percorriamo sono ancora intrise del sangue dei nostri
Alpini
e di tanti altri giovani soldati che qui sacrificarono eroicamente le
loro vite>>
Si consiglia ora la lettura del testo scritto nella pagina Sostenitori 2006 .