La Colonna Mozza sull'Ortigara simbolo per noi Alpini

 

 

 

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Lo Stemma della Reggenza dei Sette Comuni consegnato a simbolo di appartenenza all'Altopiano.

Mai verrà meno la fiducia a noi data.

5 luglio 2009. Campolongo. L'Altopiano dei Sette Comuni nella Spettabile Reggenza dei Sette Comuni ha concesso all'Usr del Btg Alpini Sette Comuni di portare i propri stemmi e colori nell'abbigliamento in quanto ora considerati non più Ospiti, ma di casa nell'Altopiano. Mai tale onore venne concesso in secoli di storia. Fieri e orgogliosi l'Usr del Btg Alpini Sette Comuni ora dell'Altopiano, porteranno con onore quanto loro dato. I momenti della formalizzazione

Il momento dell'appartenenza ufficiale  all'Altopiano

La Bandiera dell'Usr btg Alpini Sette Comuni viene insignita dei colori dell'Altopiano. Autorizzati a portarli accanto allo stemma per ognuno

 

 

 

Lettera a noi pervenuta il 7 sett. 07 dal nostro Amato Presidente Bortoli

Le foto del sodalizio e della giornata

Una stratta di mano vale più di una firma

Lo Stemma Araldico della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni Il Presidente della Spettabile Reggenza dei Sette Comuni Ill.mo dott. G. Bortoli la stretta di mano con il suo elevato valore intrinseco di una voltaIl Presidente dell'Associazione per non dimenticare... dott. Valerio Burattin l'Associazione per non dimenticare e dei Diavoli Verdi della 145 Cp

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAaaA ALA SPETTABILE REGGENZA DEI SETTE COMUNI AaaaaaAAAUAAaaaaaaaaaaaC CON L'ASS. PER NON DIMENTICARE...

1917 - 2007

10 giugno

Il 10 giugno 1917 alle ore 5 iniziava sotto un pesantissimo bombardamento italiano, la seconda Battaglia dell'Ortigara.

Dopo 90 anni, il 10 giugno 2007 alla presenza del Presidente della Spettabile Comunità Montana dei Sette Comuni Ill.mo Dott. Giancarlo Bortoli e del Presidente dell'Associazione Per non dimenticare Dott. Valerio Burattin schierata la 145 Cp al completo, presente il Ten. Fabio Ronchi, l'Aiutante di Battaglia Giorgio Cavicchi e il S.Ten Alpino Chierici, in una suggestiva giornata e Cerimonia Ufficiale, si è suggellato con una stretta di mano secondo i vecchi valori che questa ricopriva nel passato, il Sodalizio e stretto legame tra le due, che U nite promuoveranno e trasmetteranno negli anni a venire, la Memoria, la Storia, e il valore di quanti si sacrificarono per noi, affinche mai più si abbia a dimenticare e affinchè queste immani e inutili tragedie non si abbiano più a ripetersi.

I Diavoli Verdi, tutti in rigorosa divisa d'epoca, preceduti dalla Bandiera, scortati dalle Forze di Polizia Locale e dal suo Comandante Dott. Rodeghiero Davide, che ringraziamo accanto ai Vigili tutti per la preziosa collaborazione, cortesia e professionalità a noi sempre dimostrata e fornitaci, oltre all'imprescindibile fondamentale partecipazione e collaborazione a cui dobbiamo un grosso ringraziamento, ovvero al Gal nel Dott. Francesco Manzardo e al dott. Gasparini Giovanni Antonio, nonchè all'Arch. Vittorio Corà e Assessore al progetto Ortigara della Reggenza dei Sette Comuni Geom. Valter Pozza, sono partiti dalla ex Stazione di arrivo della Cremagliera, attuale sede della Reggenza, Gal e Apt, (dopo una introduzione minuziosa, particolareggiata tenuta dallo storico stesso Presidente Dott. G. Bortoli che ci ha illustrato i trascorsi di questa area e della simbologia presente), per arrivare, marciando, con in testa sempre il Presidente della Reggenza dott. Giancarlo Bortoli e al suo fianco destro il Presidente dell'Associazione anch'esso indossata la divisa d'epoca, al Palazzo delle Logge.

Arrivati di fronte allo stesso dove al suo interno sono presenti i nomi dei Caduti, dopo una breve introduzione storica tenuta sempre dal Presidente della Reggenza, i Diavoli Verdi (appellativo dato dagli Austriaci sull'Ortigara per la loro abnegazione, senso di ardimento e coraggio dimostrato) appartenenti alla 145 Cp del Btg Sette Comuni del 6 Rgt. Alpino, hanno Onorato i Caduti con un Presentat Arm. Quindi si sono spostati nella Piazza centrale di Asiago del "Duomo" dove, alla presenza di un nutrito numero di persone che nel frattempo molto sorprese si sono avvicinate, è stato per rispetto all'ospitalità di tutto l'Altopiano di Asiago a noi rivolto, eseguito nuovamente un Presentat Arm. In una suggestiva cornice, il Comandante dott. Valerio Burattin, ordinava al plotone il colpo a salve di parata. Il Ten. Fabio Ronchi quindi preso l'ordine ne comandava l'esecuzione. I colpi sparati ad Onore hanno suscitato una piacevole sorpresa di effetto su tutti i presenti, che hanno applaudito rendendo commovente l'istante. La trasmissione della Memoria in quel momento toccava all'esterno il suo apice. A quel punto il Presidente invitava tutti il Comandante e il plotone ad entrare nella Sala Consigliare del Comune di Asiago. Massimo onore concesso alle personalità. Si sono così aperte le porte dell'Altopiano al Suo Comandante e al Plotone, quale dimostrazione che tutti d'ora in poi sarebbero stati accolti non più come ospiti provenienti dalla vallata, ma componenti di un Gruppo che farà parte della promozione e della storia della Montagna Vicentina e dell'Altopiano di Asiago. Carichi di emozione consapevoli di questo, lentamente tutti presero posto all'interno della Sala, dove il Presidente in una cordiale ma altrettanto ligia formalità, raccontava la storia della sala, dei suoi quadri, arazzi, stemmi araldici e di come fin dal 1400 tutto l'Altopiano visse e si costruì fino ai giorni nostri. Baluardo di molte guerre e barriera difensiva alle invasioni verso la Pianura. Fatti questi che gli costarono alti tributi in vite umane e la distruzione completa di tutti i Comuni esistenti. Rasi completamente al suolo nella Strafexpedition. Il Vice Sindaco del Comune di Asiago Avv. Roberto Rigoni, è intervenuto quindi per associarsi a quanto in atto, portando i saluti del Sindaco dott. Andrea Gios, di tutto il Consiglio e della città intera, applaudendo e condividendo quanto in preparazione fornendo piena e completa disponibilità e collaborazione presente e futura, come peraltro già dimostrata in precedenza. Quindi, una volta concluso l'accoglimento ufficiale e formale del Dott. G. Bortoli, il Presidente dell'Associazione dott. Valerio Burattin, prendeva la parola ringraziando per l'accoglienza data, per il sodalizio che proprio nella ricorrenza dell'inizio della Battaglia dell'Ortigara si è stretto dopo 90 anni, suggellato nella volontà di unirci entrambi con l'intento per sempre di rievocare a favore della Memoria. Quale simbolo di questo legame il dott. Valerio Burattin, ha voluto donare un suo personale presente a chi rappresenta tutto l'Altopiano unito quale massima Autorità nel Dott. Bortoli Giancarlo che tanto ha dato e darà per realizzare il progetto delle rievocazioni e manifestazioni assieme con l'Associazione Per non dimenticare e tutti i Comuni interi uniti.

Portato dall'Aiutante di Battaglia Ing. Giorgio Cavicchi, il Presidente dell'Associazione ha donato al Dott. G. Bortoli un elmetto Adrian Francese prima fornitura al Regio Esercito Italiano nel 1915, portato da un Combattente dell'Altopiano il cui nome mai verrà rivelato in quanto questo diverrà l'Adrian che sarà simbolo di tutti i Combattenti che partirono dall'Altopiano per la Guerra per difendere la propria Terra e Nazione. Ma ancor più simbolo di quanti nella propria Terra non ritornarono più. Congedatosi, fece poi nel 1920 timbrare al suo interno l'anno della 1° Adunata sull'Ortigara tenuta dai Reduci, a suo ricordo. Impossibile descriversi al passaggio dell'Adrian la commozione che il Presidente della Reggenza ha dimostrato. Commozione che ha colto, inaspettata, anche il presidente dell'Associazione e tutti i presenti. Visibile, palpabile. E' non è retorica questa. Dare un si prezioso elemetto carico di storia ad uno storico. Solo in questo momento si è compreso cosa questo passaggio abbia realmente come valore assunto quale significato. Era un momento colmo di storia che rientrava dopo anni nel luogo da dove quel Milite partì in giovane età. Chi lo consegnò al presidente conosce bene la sua storia, perchè a lui raccontata. Il Milite sapeva che andava a combattere, ma non sapeva se sarebbe poi ritornato nella sua Terra. Ci ritornò dopo un anno per difenderla nel 1917 e riuscì a differenza purtroppo di altri suoi Amici di infanzia, a ritornarvi al termine, triste nel vedere che tanti suoi amici con cui condivise la sua infanzia spensierata, la sua casa, accanto a quella di altri non c'erano più. Ma lui era un vivo testimone se pur la sua vita cambiò e non fu più lo stesso. Ritornò più volte sopra quelle Montagne che lo videro in prima linea e all'attacco, e mi fu raccontato dai parenti che ogni volta piangeva ricordando attimo dopo attimo e segnando ogni punto e luogo preciso dove suoi Amici caddero correndo avanti, vicino a lui. E dove costretto dalla sorte sparando o con la sua baionetta dovette uccidere per non essere ucciso. E quanto questo gli pesasse, rivivendo ogni notte soprattutto quegli attimi. In lui rimanevano sempre impressi gli occhi spalancati che lo guardavano fissi di quei giovani che nella trincea avversaria colpendoli lui a morte lo guardavano. Raccontò di quanti Commilitoni si lamentavano la notte e chiedevano aiuto, e lui che era particolarmente sensibile si chiudeva le orecchie per non sentire, tra le lacrime. Mi raccontavano che tra loro c'erano Asiaghesi, di Roana e altri Comuni. Più volte il suo coraggio lo avrebbe portato ad uscire per aiutarli, ma sempre fermato dai propri superiori consapevoli che gli austriaci non aspettavano altro in quanto pronti a far fuoco. Infatti altri suoi Commilitoni presi dallo sconforto per quelle urla e dal desiderio di portare pietoso aiuto, uscendo dalla trincea nel tentativo di riportarli al suo interno non fecero più ritorno o si trovarono anch'essi purtroppo ad ampliare quelle urla strazianti. Una volta congedato e tornato al suo paese nell'Altopiano, un'altra tragedia lo attendeva. I parenti mi raccontarono (questo è il trasmettere di generazione in generazione. Dai Nonni ai figli e nipoti. Momenti importanti di storia da non disperdersi, ma appunto trasmettere), che le Mamme quando lo vedevano gli si avvicinavano sempre (e ogni volta per Lui questo era un riaprire le ferite che avrebbe voluto solo dimenticare e cancellare dalla sua mente) per sapere. Chiedevano come e dove fosse caduto il proprio figlio. Cercavano da lui conforto nella speranza che non avesse sofferto. Un elmetto questo pertanto denso di storia che rappresenterà quindi non solo il legame ora esistente tra l'Altopiano e l'Associazione e la volontà comune di portarne avanti negli anni tutto il suo valore intrinseco e la Memoria, ma soprattutto il valore di quanti che appunto partendo poi non ritornarono più in questa tanto martoriata e Sacra Terra Altopianese. Infatti il Presidente stesso, ha garantito che l'elmetto verrà racchiuso e custodito in una teca appositamente creata, quale simbolo che abbraccerà tutti gli Altopianesi che combatterono nella Grande Guerra. La consegna quindi dell'elmetto e tutto questo ha caricato la sala e dopo tante bellissime parole profuse di storia, al Presidente della Reggenza non ne vennero più fuori alcune, bloccato nel tenere in mano un cimelio si tanto prezioso e denso del passato. Uno scroscio di applausi a lui diretti oltre che al presidente dell'Associazione per il gesto e dono dato, tutti consapevoli del momento realmente in quell'istante sentito e provato non solo emozionalmente dal Dott. Bortoli, ha fatto toccare l'apice della commozione a tutti i presenti, e soprattutto ai due Presidenti uniti dagli stessi intenti e dall'amore e rispetto per questa Terra e per la sua storia. Innegabile, e ripeto, non è retorica o esaltazione del momento in quanto solo chi era presente poteva comprendere vedendo quanto qui evidenziato quale cronaca fedele della giornata, che a molti gli occhi si siano inumiditi tenendo a stento le lacrime. Ognuno in quel mentre ha compreso cosa significasse indossare l'uniforme dell'epoca e quale responsabilità e compito lo attenderà nel futuro, facendo rivivere i nostri Nonni e la Memoria e storia. Terminato quell'istante denso e interminabile, dopo un buffet gentilmente offerto, ed un brindisi con due bottiglie di vino eccezionale conservato nascosto nelle cantine conosciute solo dal Presidente e tirate fuori proprio per l'occasione da Lui ritenuta più che mai meritevole perchè fossero aperte, tutti siamo usciti per dare l'ulteriore ringraziamento e saluto d'Onore al Presidente e rappresentante dell'Altopiano per averci accettato, ospitato e per lo stretto sodalizio instauratosi giusto lo stesso giorno a 90 anni dall'inizio della tragica Battaglia. Alla presenza di un buon numero di presenti, schierata la 145 Cp fronte Municipio e rispettivi Presidenti, il Comandante dott. Valerio Burattin, ordinava il presentat arm. Su richiesta del Presidente, con sorpresa piacevolissima del Comandante, a lui venne chiesto nuovamente il tiro di parata. Con gioia il Comandante T.C. Valerio Burattin trasmetteva l'ordine al Ten. Fabio Ronchi, il quale lo portava ad esecuzione. A questo punto il Presidente ancora una volta spiazzando completamente il Comandante, chiedeva di poter Lui fare gli onori a tutta l'Associazione e Plotone. Lui a noi. La massima Autorità rappresentante dell'Altopiano in quel momento presente in Piazza d'Armi. Un Onore questo del tutto inaspettato che ha colto in "contropiede" il Comandante, inorgoglito di si tanto Onore concesso a lui e alla 145 Cp. Ordinò quindi all'Aiutante di Battaglia di predisporre per il tiro. A quel punto il Presidente chiese che gli fosse dato l'ordine seguendo l'iter di comando. Il Comandante diede l'ordine di soddisfare la sua richiesta al Tenente Fabio Ronchi il quale lo espletò. Il Colpo tirato, come quelli precedenti, per rumore e forza, ha echeggiato sull'Altopiano e certamente spostandosi sui Monti, ha, come una sentinella dell'epoca, avvisato:

Siamo qui pronti. Non vi abbiamo dimenticati...

 

Quindi nel pomeriggio tutti si è andati ad esercitarsi sul Monte Zebio, dove la 145 Cp poi al termine si è spostata sul cippo della zona Sacra della Mina del Scalambron dove sotto ancora giacciono in molti della Brigata Catania a seguito dello scoppio avvenuto accidentalmente. Esattamente dopo 90 anni in questo Monte dove proprio a quell'ora, incessanti bombardamenti si conclusero per dare inizio ad una immane tragedia, e dove Don Minzoni ebbe la sua prima prova del fuoco proprio sullo Zebio in questo giorno, la 145 Cp schierata agli ordine del Comandante faceva gli onori con un solenne presentat arm. Si chiudeva così questa memorabile giornata dove l'Altopiano ha aperto le porte alla 145 Cp in uno stretto e duraturo sodalizio, che vedrà queste Sacre Montagne, grazie ad entrambi, rivivere e far rivivere quei tragici attimi dove migliaia di vite umane furono spezzate. Ricordiamoci perchè questa è una verità assoluta. La guerra è sempre la manifestazione più aberrante ed inutile della mente umana. Ma non possiamo disconoscere il nostro passato e quanti per un ideale, o perchè solo costretti, o per un qualsiasi altro motivo la combatterono morendo. Renderemmo vane quelle morti e i tanti cimiteri e Sacrari presenti disconoscendo la nostra storia e passato. Invece dai loro sacrifici si traggano e trasmettano i veri valori e solo dalla conoscenza e riconoscimento del passato e di quanti si sacrificarono per noi nel preparare il nostro presente, sarà possibile evitare nel futuro il ripetersi di simili tragedie. Tutto questo quindi per non dimenticare.....

La stretta di mano secondo il valore che questa aveva nel passato a coronazione del sodalizio

 

Una stratta di mano vale più di una firma